THE SOCIAL NETWORK (David Fincher, 2010)
Considerazione numero uno: non bastano dialoghi serrati e montaggio da capogiro – ma veramente, veramente eccellente – per fare dell’ultimo film di Fincher il capolavoro che qualcuno vuole farci credere sia. Personalmente ho amato alla follia ‘Fight Club’ e ‘Alien 3′, ma non mi capacito che un talentuoso regista del genere si abbassi a cose tipo ‘Lo Strano Caso Di Benjamin Button’. O ‘The Social Network’. Questo non preclude il fatto che Fincher sia un mago: riesce a colmare una recitazione di una pochezza disarmante – a partire dai comprimari, giù giù fino allo sguattero… e proprio non si capisce quale performance trascendente sia quella di Jesse Eisenberg – con un agilità che ha del mostruoso. Considerazione numero due: ‘The Social Network’, fosse stato girato da Oliver Stone – inutile che facciate finta di nulla: il genere è quello – sarebbe stato di una noia mortale; sembra una lancia scoccata a suo favore ma non lo è, per lo meno non completamente: praticamente, è come dire che il film di Fincher sia il pretesto per reimpastare un genere che ha avuto la sua fortuna ma che, con il senno di poi, ha raramente mantenuto l’hype iniziale, invecchiando nell’arco di un decennio (presente ‘JFK’?); è molto curioso interrogarsi su cosa penseranno di un film del genere i figli dei nostri figli. Considerazione numero tre: il film di Fincher non proclama buoni e cattivi e questo è sicuramente un suo pregevole punto di forza, tanto rilevante da azzardarne addirittura una promozione, quand’anche non a pieni voti; ma circostanza vuole che esca in un epoca dove protagonismo e presenzialismo – e non venite a dire che questo *non* è un film che parla di Facebook: è errato, oltre che ipocrita – hanno la meglio sul bene e anche sul male: il dramma è che Mark Zuckerberg sarà pure un bastardo di prima categoria ma è al contempo il più giovane miliardario del mondo e, ahinoi, per qualcuno questo è sufficiente a relegarlo dalla parte dei “giusti”, solo per essere stato capace nel diventarlo. Considerazione numero quattro, e ultima, nonchè inutile: se appartenete a coloro i quali non avessero subito il fascino-irresistibile-di-avere-la-propria-pagina-Facebook guarderete questo film con gli occhi di chi sa benissimo che, nel migliore dei casi, verrà tacciato di snobbismo dai milioni sparsi in tutto il mondo. Nel peggiore, vi diranno che non potete capire; dal canto mio, reputo Facebook immondizia digitale. Tutto questo per dire che ‘The Social Network’ non è il più bel film dell’anno appena trascorso e men che meno il più originale: non mostra niente di nuovo e non incanta. Molto semplicemente, rappresenta il solito pacchetto, quello fedeltà, quello che può offrirci una Hollywood in tempi di vacche magre, emergendo come il miglior film del periodo. Non a caso, ne viene fuori un film che emana le stesse esalazioni di una pagina Facebook qualunque: fredda, arida, vacua…non è che magari era quella l’intenzione del regista? O forse no. Ma si.
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- Pubblicato:
- gennaio 23, 2011 / 6:39 pm
- Categoria:
- Drammatico
- Etichette:
- Aaron Sorkin, Ben Mezrich, David Fincher, Drammatico, Facebook film, film, film 2010, filmeria applicata, Fincher, Golden Globe, Jesse Eisenberg, Mark Zuckerberg, Oscar 2011, recensione social network, recensioni film, Social Network, the social metwork, Winklevoss, Zuckerberg, Zuckerberg film

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