CORALINE E LA PORTA MAGICA (Henry Selick, 2009)
Amo Gaiman. Non tanto per l’inevitabile ‘Sandman’, quanto per i suoi romanzi, che in qualche modo me lo fanno collocare in quella ristrettissima schiera del genere fantastico che non stufa e non plagia Tolkien o Stephen King o Diana Wynne Jones. Mi sono meno note, invece, le sue opere per l’infanzia, da cui viene estrapolato questo ‘Coraline’, una specie di ‘Nightmare Before Christmas Parte Seconda’ con dieci anni di ritardo e trasmutato in una ‘Alice In Wonderland’ per bambini in salsa gotica. Dalle premesse avrebbe potuto uscirne un film terribilmente mediocre, tant’è vero che qualcuno ha continuato ad incensare i vari Harry Potter (quelli si, mediocri), snobbandolo criminosamente. E invece Selick non si limita a ribadirle, le premesse, ma preme fino in fondo il pedale, firmando quello che, al di là di alcuni passi falsi, avrebbe potuto spacciare come il suo quasi-capolavoro in stop-motion…Dico quasi perchè poi tanto originale non è, essendo fondamentalmente la solita vecchia storia per bambini inquieta e piena di clichè; perchè, diciamolo, nonostante le prove generali per smantellare le ovvietà di Jack&Co. e la buona volontà nel descrivere l’Altro Livello di Percezione – la favola, il mondo dall’altra parte, i simulacri senz’anima – con un effetto sotto-pelle che inganna e ti frega, ‘Coraline’ si smarca a fatica dalla pretesa di favola per la buona notte; come se non bastasse, rileviamo ancora una volta le insopportabili manie narcisistico-visuali estrapolate e rimaneggiate da incubi infantili di matrice Burton-iana, ormai buone per i ragnetti dell’emo, non certo per i nostalgici a caccia di citazioni dell’era Hammer. Ciò nonostante, una volta digerito con adulta consapevolezza (e sublimato l’amaro), il lavoro di Selick potrebbe anche instillare qualche buona dose di estraniamento, anche di qualche giorno; mica male per una opera d’intrattenimento “easy”, di quelle che rifuggono la patetica lacrimuccia-commozione simil-Pixar. Ulteriori talloni sono disseminati tra il ritmo – a volte non proprio incalzante, come si reclamerebbe da un prodotto simile – e, ahimè, l’aspetto visuale, che, al contrario, dovrebbe costituirne il più pregnante punto di forza. Diciamolo: ‘Coraline’ è realizzato tanto bene sotto il profilo tecnico quanto grossolanamente a livello di caratterizzazione. Inutile girarci intorno: non è poi così immorale tacciare ‘Coraline’ di essere sostanzialmente un cut-up di prove riuscite male di ‘Nightmare’. E la qual cosa, scusate, è condizione sufficiente per bacchettare il buon Selick, che a questo punto dovrà fornirci ulteriori indizi sulle sue finalità estetiche. Dosando bene il manganello, visto che ‘Coraline’ non è poi così male. Ma tu, Neil, perchè non gli hai detto nulla?
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- Pubblicato:
- giugno 16, 2011 / 10:33 pm
- Categoria:
- Animazione
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